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Governare l'emigrazione

Lavoratori Italiani verso la Germania nel secondo dopoguerra

Elia Morandi

Governare l'emigrazione

Governare l'emigrazione

Lavoratori italiani verso la Germania nel secondo dopoguerra

ISBN - 978 88 7885 119 1, 2011 - pp. 249.

 

Presentazione di Emilio Franzina

In questa ricostruzione, tuttavia, e a mio avviso ben lo dimostra il libro di Elia Morandi, preceduto non a caso da un’ammirevole ed efficacissima panoramica dell’autore appunto sulla “lunga” storia dell’emigrazione italiana all’estero e non solo in Germania, persiste il rischio dell’enfatizzazione e della drammatizzazione di vicende che difficilmente si potrebbero mettere a confronto con quelle che l’attualità sottopone al nostro sguardo e che nemmeno la forza del ricordo più vigile riuscirebbe, nel paragone, a razionalizzare. E valga a tale proposito l’esempio dell’emergenza, fattasi tumultuosa mentre scrivo, degli arrivi a Lampedusa, tra febbraio e aprile del 2011, di migranti, di profughi e di chiedenti asilo letteralmente in fuga dalle coste nordafricane e in particolare dalla Tunisia, un paese con il quale per tramiti proprio emigratori, dagli anni Ottanta dell’Ottocento in avanti, l’Italia (e massime la Sicilia) hanno mantenuto molteplici e incrociati rapporti di cui quasi nessuno pare serbi memoria.
Il deficit di memoria, peraltro, è tutto sommato meno pericoloso o meno dannoso della mancata messa a dimora, nella nostra cultura nazionale, di una conoscenza storica sulle migrazioni degna di questo nome, se è vero, com’è vero, che per decenni gli studi a esse dedicati, con la parziale eccezione di quelli riguardanti gli esodi transatlantici del periodo 1870-1930 (rimasti infatti, sino a poco tempo addietro, i più frequentati e quasi gli unici a godere di una qualche considerazione in campo storiografico, non solo da noi) hanno dovuto attendere la svolta prodotta dall’avvento in Italia di una immigrazione straniera per ottenere un briciolo di attenzione.
Nella seconda metà dell’Ottocento hanno inizio flussi migratori di massa intra ed extra europei, che continuano fino agli anni Settanta del Novecento. Se inizialmente le frontiere quasi non esistono, ben presto i paesi di immigrazione sviluppano articolati strumenti di controllo dei flussi. Non si emigra più a piacimento, ma solo se e come fa comodo agli Stati di immigrazione e, sia pur in minima parte, anche a quelli di emigrazione, tra i quali l’Italia. Domanda e offerta di lavoro cercano di incontrarsi al tavolo di complesse trattative bilaterali che danno vita a numerosi accordi di emigrazione, i quali prevedono un intervento massiccio dello Stato nella gestione degli espatri. Negli anni Sessanta termina con l’ Europa del Mec la stagione degli accordi e si apre l’era della libera circolazione della manodopera. Elia Morandi guarda da vicino il movimento migratorio italiano organizzato verso la Repubblica federale di Germania, inaugurato da un accordo del 1955, che genera gli espatri organizzati di quasi mezzo milione di persone. Il libro illumina da un lato gli interessi in gioco, gli attori, le modalità e gli esiti di una vicenda significativa di emigrazione di Stato e dall’altro ne osserva la crisi di fronte al quasi concomitante affermarsi di un nuovo modo di concepire i movimenti migratori in Europa. Indice Prefazione di Emilio Franzina

Introduzione

Prologo
Premesse storiche del controllo dei movimenti migratori di massa

1. L’emigrazione come «necessità vitale»: ricostruzione, miracolo
economico ed emigrazione in Italia nel secondo dopoguerra

1. La ripresa dell’emigrazione
2. La stagione degli accordi bilaterali e dell’emigrazione assistita
3. Il sistema dei centri di emigrazione
4. Limiti dell’emigrazione nell’ambito degli accordi e altri canali migratori

2. «Indispensabili»: la fame di forza lavoro straniera nella Repubblica
federale tedesca
1. Boom economico e immigrazione
2. Tra necessità reali e calcolo politico: gli accordi di immigrazione
3. Il reclutamento statale all’estero
4. Limiti dell’emigrazione nell’ambito degli accordi e altri canali migratori

3. Il punto di contatto: l’accordo di emigrazione italo-tedesco del 1955
1. Interessi (in parte) convergenti: le trattative per l’accordo
2. I contenuti dell’accordo

4. Lavoratori italiani “à la carte”: la macchina organizzativa
1. La commissione tedesca in Italia
2. La controparte italiana: i centri di emigrazione di Milano, Verona
e Napoli
3. La preselezione e l’avviamento al centro di emigrazione
4. La selezione definitiva
5. Tipologie di reclutamento
6. Respinti e rinunciatari
7. L’avviamento in Germania
8. Il rimpatrio degli emigranti assistiti

5. Il ruolo del flusso assistito nell’emigrazione italiana verso la
Repubblica federale tedesca
1. Flusso assistito e emigrazione complessiva
2. Chi parte? Caratteristiche demografiche
3. Provenienze, destinazioni e mestieri

6. Dietro e oltre il reclutamento
1. Italiani brutta gente? Il ruolo degli stereotipi nel reclutamento statale tedesco
2. Storie di emigrazione (e d’Italia) attraverso le lettere alle assistenti sociali del Centro di Emigrazione di Verona

Conclusioni. Migrazioni controllate, migrazioni libere

Abbreviazioni

Tabelle

Note biografiche degli intervistati

Fonti e bibliografia

 

 

 

 

 

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